Formazione: corsi di laurea per le professioni sanitarie al palo

AAA Assistenti sanitari, terapisti occupazionali ed Educatori professionali: formazione universitaria cercasi. Al palo il promesso e auspicato Tavolo tecnico in cui programmare i corsi di laurea interfacoltà (tra Vanvitelli e Federico II) in Assistenza sanitaria. La formazione in Campania sconta una migrazione in altre regioni non più accettabile.

L’Ordine insieme alle Commissioni d’Albo ha reiterato una formale richiesta alle Università, agli Organi accademici e alle istituzioni regionali, di attivazione del Corso di laurea in Assistenza sanitaria con la necessaria collaborazione inter istituzionale per completare il quadro formativo delle figure della Classe di laurea della Prevenzione, così come indicato nel quadro della disciplina generale degli studi universitari.

Un’urgenza non più procrastinabile che procede di pari passo alla necessità di rivedere contestualmente la programmazione del fabbisogno annuale da 20 a 50 posti come da linee guida della Conferenza Stato-Regioni e come da richiesta delle Commissioni d’Albo nazionali.

“L’attuale scenario epidemiologico – spiega il nostro presidente Ascolese in uno ai presidenti delle Commissioni d’Albo Michele Cuozzo presidente Cda Terapisti occupazionali, Marilina Ambrosino presidente Cda Educatori professionali e Letizia Esposito presidente Cda Assistenti sanitari – caratterizzato dalla recrudescenza dell’infezione da Covid-19 SARS-CoV2, ha evidenziato la necessità di un rafforzamento dei Servizi sanitari territoriali compresi i Dipartimenti di prevenzione, in cui la prevenzione e la promozione della salute indubbiamente sono strategiche per sollevare il carico di lavoro degli ospedali. Anche l’attività vaccinale è un ambito specialistico dell’Assistente sanitario e il tasso occupazionale dei laureati in Assistenza sanitaria è sempre risultato elevato (dati Almalaurea) nelle altre Regioni. La peculiarità e la flessibilità operativa della professione di Assistente sanitario – concludono i vertici dell’Ordine nella nota – dopo l’emergenza troverà applicazione nelle numerose azioni della programmazione sanitaria nazionale e nei macro obiettivi del Piano Nazionale della Prevenzione (2020-2025), in particolare nella prevenzione delle malattie infettive e cronico degenerative, nei luoghi di vita e di lavoro, nella tutela materno infantile, nella famiglia e nella scuola, nella comunicazione e relazioni con il pubblico ed infine nella promozione dei comportamenti idonei e di stili di vita compatibili dell’uomo nel sistema Ambiente.

Intanto il fabbisogno formativo per l’anno accademico 2020/2021 prevede 10 Assistenti sanitari, 17 Educatori professionali, 11 Podologi e 30 Terapisti occupazionali.