Stato-Regioni, intesa su cure domiciliari

Di Franco Ascolese
Presidente dell’Ordine TSRM PSTRP di NA-AV-BN-CE

Entro 12 mesi le Regioni e le Province autonome dovranno attivare il sistema di autorizzazione e di accreditamento delle organizzazioni pubbliche e private per l’erogazione di cure domiciliari

Il 16 agosto scorso è stata siglata l’intesa tra Stato e Regioni che estende alle cure domiciliari il sistema di autorizzazione e accreditamento per tutti gli enti e soggetti, pubblici e privati, che erogano tali servizi. «Un passo fondamentale per costruire la sanità di domani», lo ha definito il ministro della Salute Roberto Speranza, cui sono destinati 4 miliardi del Pnrr per «portare l’assistenza pubblica e le cure più appropriate in casa dei pazienti».

Il nuovo sistema di autorizzazione e accreditamento approvato fissa requisiti elevati ed omogenei per tutti i soggetti che erogano tali servizi e garantirà cure con standard avanzati e della medesima qualità su tutto il territorio nazionale. L’obiettivo è curare meglio le persone, evitando il ricorso all’ospedale quando non è necessario e utilizzando al meglio le risorse. Lo stress test della pandemia ha dato alcuni frutti sul fronte delle cure domiciliari.

Le professioni sanitarie devono ora essere presenti e impegnarsi a condividere suggerire linee guida operativa in tutti i tavoli istituzionali nazionali e regionali che contano. La svolta che si profila irripetibile per dare una connotazione di qualità al lavoro svolto dalle professioni sanitarie e alle cure erogate ai cittadini.

Entro i prossimi 12 mesi, le Regioni dovranno attivare il sistema di autorizzazione e di accreditamento delle organizzazioni pubbliche e private per l’erogazione di cure domiciliari, determinando, in particolare, il fabbisogno secondo le funzioni di assistenza individuate in sede di programmazione sanitaria per garantire i Lea (Livelli essenziali di assistenza). Anche le Regioni avessero già adottato un proprio sistema di autorizzazione e di accreditamento dovranno provvedere ad adeguarlo entro un anno.

Le tariffe sono definite dalle Regioni anche nelle more dell’individuazione del sistema tariffario che partirà dalla competente Commissione nazionale. Anche su questo fronte bisognerà muoversi per tempo documentando i fabbisogni e i costi onde evitare futuri lunghi contenziosi che hanno caratterizzato su scala regionale i precedenti accreditamenti delle strutture sanitarie pubbliche e private inviati in Campania con la delibera di giunta 7301 del 2001 e 7219 dell’anno successivo con un iter lungo e tormentato durato oltre un decennio. 

L’attuazione di quanto previsto dall’Intesa verrà monitorata annualmente tramite le attività del “Tavolo di lavoro per lo sviluppo e l’applicazione del sistema di accreditamento nazionale”. L’intesa non prevede risorse umane, strumentali e finanziarie aggiuntive a carico della finanza pubblica.

Si trattati una vera e propria sfida per investire in innovazione, digitalizzazione e sostenibilità e per migliorare qualità ed efficienza della sanità. Nel piatto ci sono oltre 4 miliardi destinati alla Salute  per le cure domiciliari. E dunque Telemedicina, digitalizzazione dei servizi e nuove tecnologie gli strumenti su cui puntare per ridisegnare il futuro di salute e benessere.

Durante la pandemia sono state viste sul campo vere e proprie sperimentazioni che a partire dai normali Device di cui tutti dispongono sul telefono cellulare hanno accorciato le distanze semplificato in un sol balzo tutta la burocrazia che ammantava precedentemente i servizi di cura sul territorio. Ecco le migliori esperienze ora vanno salvaguardate e potenziate. 

Sebbene il repentino passaggio di prodotti e servizi dal canale fisico a quello on-line abbia fatto anche emergere le lacune legate alla mancanza del contatto umano primo presupposto dell’irrinunciabile rapporto medico paziente, la digitalizzazione e l’innovazione siano state però le armi vincenti nella prima fase dell’emergenza e ora potranno semplificare e migliorare molte procedure, rendendo più efficiente tutta la macchina sanitaria. Cartelle cliniche on line, dematerializzazione delle ricette, i fascicoli sanitari elettronici sono diventati di uso comune e ora vanno pienamente utilizzati.

Cura e prevenzione passano per la medicina del territorio, innovazioni e start up in questo settore possono dare opportunità di lavoro a migliaia di professionisti e cure adeguate e di qualità non solo ad anziani e disabili ma a tutta la popolazione. La seconda gamba, da anni invocata, da affiancare alla medicina ospedaliera per rendere compiuta la riforma del nostro servizio sanitario, è ora cresciuta, sperimentata, allenata e disponibile per far camminare spedita la sanità italia pronta a tornare ad essere la migliore sanità del mondo migliorando le prestazioni del sistema sanitario sia per i pazienti, sia per i professionisti del settore, ed in generale aumentare la sostenibilità sociale del nostro Paese. Una vera svolta digitale e innovativa a portata di mano grazie a investimenti mirati su tecnologia, innovazione e ricerca e incentivi pubblici capaci di consolidare un sistema moderno efficace ed efficiente di open innovation.

Si tratta dolo del primo passo per valorizzare le esperienze sanitarie maturate localmente in una dimensione nazionale, individuare le migliori pratiche e, nel confronto con gli operatori e le forze sociali, dare vita ad una nuova intesa Stato-Regioni che vada nella direzione di una riforma profonda del Ssn tale da salvaguardare e rilanciare i principi di base su cui è nato, cioè il carattere universale, pubblico e di qualità dell’assistenza socio-sanitaria.

http://www.statoregioni.it/it/conferenza-stato-regioni/sedute-2021/seduta-del-04082021/atti/repertorio-atto-n-151csr/

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