Dirigenza professioni sanitarie, audizione Ordini in Quinta Commissione Sanità

Profili della dirigenza per le professioni sanitarie: accolta la richiesta di audizione in Quinta Commissione Sanità – su proposta di Valeria Ciarambino, vicepresidente del Consiglio regionale della Campania capogruppo del M5S – dei presidenti dell’Ordine delle professioni sanitarie Franco Ascolese, dell’Ordine delle professioni infermieristiche Teresa Rea e dell’Ordine della professione di Ostetrica Pina Piacente che, insieme al sindacato dalla dirigenza sanitaria, hanno tutti partecipato a un webinar convocato dal presidente Vincenzo Alaya.

“Abbiamo chiesto un’audizione insieme ai colleghi – avverte Ascolese – dopo le innumerevoli lettere, diffide, segnalazioni sulla mancata applicazione, da parte dei direttori di Asl e ospedali che in Campania disattendono sistematicamente le norme”.
Queste prevedono la riorganizzazione dei servizi, in particolare sul territorio, affidando ai profili professionali sanitari confluiti nel 2018, nei rispettivi Ordini (noi rappresentiamo 19 albi professionali), competenze dirigenziali per ciascuna area. “Si badi – continua Ascolese – la nostra non è una battaglia per attribuire incarichi ma per funzionalizzare i servizi. La Campania è indietro sulla medicina e assistenza sul territorio e nonostante si sia dotata di norme adeguate sono rimaste per ora tutte o quasi sulla carta. Ora in vista del Recovery fund esiste un’opportunità irripetibile. Ringraziamo l’onorevole Ciarambino per aver accompagnato sin dall’inizio le nostre sacrosante rivendicazioni e il presidente Alaya che si è fatto parte diligente per riconvocare la Commssione a settembre e investire della questione l’Aula e i capigruppo.
Un percorso – aggiunge Ascolese – che ci vede protagonisti non solo in difesa delle prerogative professionali ma anche dei cittadini che usufruiscono dei servizi. “Finalmente un passo avanti per recuperare il grave ritardo che la Campania riscontra sull’attivazione dei servizi delle professioni sanitarie e sulla sanità territoriale – conclude il presidente dell’Ordine – la riorganizzazione dei servizi in programma, in particolare sul territorio, affida ai profili professionali sanitari confluiti nel 2018 nei rispettivi Ordini (noi rappresentiamo 19 albi professionali), competenze dirigenziali per ciascuna area, si badi non per attribuire incarichi ma per funzionalizzare i servizi. La Campania è indietro nonostante si sia dotata di norme adeguate sono rimaste tutte o quasi sulla carta. Ora, in vista del Recovery fund esiste un opportunità irripetibile. Serve identificare un percorso che ci veda protagonisti non solo in difesa delle prerogative professionali rappresentate ma anche dei cittadini che usufriscono dei servizi”.

Dopo venti anni di norme e leggi (a partire dalla 251 del 2000) che ne hanno disciplinato l’istituzione della dirigenza delle professioni sanitarie ad oggi la Regione Campania costituisce il fanalino di coda, a livello nazionale, per l’organizzazione nell’ambito dei ruoli di Asl, ospedali ed enti sanitari pubblici.
Allo stato attuale, nonostante le sollecitazioni, inviti, lamentele, diffide avanzate a più riprese dagli Ordini sanitari vi sono pochissime figure dirigenziali e, ove previste, il dirigente è unico, posto al coordinamento di tutti i professionisti afferenti le aree sanitarie (infermieristica, tecnica, della riabilitazione e della prevenzione) laddove invece la norme ne prevede l’istituzione per ciascuna area. Altre regioni italiane hanno recuperato i ritardi e possono rappresentare un modello: la legge regionale n. 84 del 2015 della Toscana ad esempio prevede i Dipartimenti delle professioni sanitarie all’interno dei quali devono essere incardinati i singoli dirigenti per area. Nel Lazio, invece, sono molteplici le aziende sanitarie che contemplano i Dipartimenti delle professioni sanitarie, affidati esclusivamente ai professionisti sanitari (di cui alla l. 251 del 2000) e anche in Sicilia ciascuna azienda sanitaria affida ad un singolo dirigente l’area di competenza.

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